13 ottobre 2009 alle 10:57 Masse criticamente efficaci
Sabato scorso a Bologna si è tenuto il rituale appuntamento mensile di Critical Mass. Questo bel video tratto da "I Like Bike", mostra la simpatica atmosfera che ha caratterizzato l'evento, ma anche il numero tristemente basso di partecipanti: una trentina di persone circa.
Un clima festoso, ma solo in apparenza. Slogan e canzoni esaltano la contrapposizione tra ciclisti e automobilisti, tra chi si ritiene consapevole e informato e chi invece beatamente ignora.
Non credo che grazie a Critical Mass la città di Bologna abbia guadagnato in questi anni anche un solo nuovo ciclista urbano, uno che stimolato da questo bel circo abbia deciso di lasciare l'auto in garage per recarsi al lavoro, a scuola o al supermercato in bici. E temo che questa considerazione valga non solo per Bologna, ma per tutto il movimento Critical Mass, attivo da 17 anni in centinaia di città nel mondo.
Non fraintendetemi, Critical Mass è una bellissima iniziativa! E anche con poche decine di partecipanti ha un fascino ed una forza innegabili. Certo essere in 20mila come è accaduto a Budapest lo scorso mese è ancor meglio, ma non lamentiamoci.
Personalmente sono a favore di qualunque forma di attivismo che contribuisca a far crescere quella cultura della bicicletta non più così vitale dalle nostre parti. Ben vengano quindi le Naked Bike Ride, le divertenti gare tra cargobike, il pedalare insieme tutti di tweed vestiti, ecc.
Ma credo che Critical Mass possa fare di meglio. Per farlo è sufficiente che si ricordi del suo scopo ultimo: convincere il maggior numero di persone ad usare la bici per i propri spostamenti quotidiani rinunciando all'auto.
Una modesta proposta
L'attivista di Critical Mass ha dalla sua un numero enorme di buone ragioni per gridare a tutti di abbandonare l'auto, ma occorre farlo coinvolgendo e non emarginando. E mi permetto di proporre una modifica al format corrente.
- Individuare nella propria città tratti stradali particolarmente utilizzati, ovvero intasati, da chi si reca al lavoro in auto. Ad esempio: le arterie in uscita dalla città in direzione delle zone artigianali ed industriali o le direttrici dai quartieri residenziali verso gli uffici del centro.
- Tenere i Critical Mass con cadenza settimanale ed in una fascia oraria di punta per il traffico pendolare. Consiglierei ogni venerdì, dalle 7 alle 9 del mattino.
- Organizzare il percorso del Critical Mass su uno dei tratti stradali individuati, eventualmente con rotazioni settimanali. Ad esempio: settimane pari Critical Mass dalla città alla zona artigianale, settimane dispari Critical Mass dal quartiere residenziale al centro.
- Coinvolgere nel Critical Mass coloro che normalmente usano la bici per su quel tratto di strada o su percorsi vicini, in modo che possano partecipare semplicemente con una piccola deviazione dalle loro abitudini quotidiane.
- Rispettare tutte le regole del codice e tutte le tipologie di traffico.
- Individuare un punto di arrivo del Critical Mass in cui poter incontrare con facilità i pendolari automobilisti. Ad esempio offrendo caffè e biscottini nel parcheggio di un grande azienda o all'ingresso di un ufficio pubblico.
Tutto chiaro? Bene, vediamo che effetto potrebbe avere questo genere di Critical Mass sul nostro protagonista, ovvero il sig. Automobilista. Innanzitutto conosciamolo meglio. Il sig. Automobilista va al lavoro in macchina ogni giorno, da sempre, ascolta sempre la stessa radio, percorre sempre la stessa strada. Insomma è uno come tanti, e come tanti non sente la necessità di cambiare.
Cosa penserebbe il nostro sig. Automobilista incrociando l'allegra brigata che ha sfilato sabato pomeriggio a Bologna? Probabilmente nulla, non scatterebbe alcuna identificazione ed i messaggi crudi urlati nei megafoni lo lascerebbero probabilmente indifferente.
Ma proviamo ad immaginarlo mentre, seduto in macchina verso l'ufficio, nota un bel gruppo di ciclisti che non sono nè freak da centro sociale nè sportivoni in lycra. Gli assomigliano parecchio questi ciclisti, hanno bici normali, la ventiquattrore nel cestino, e pedalano con un buon ritmo. Non sono a passeggio, ma nemmeno alla ricerca di un record.
E' venerdì, è di buon umore e pensa "forse potrei anche io prendere la bici per andare al lavoro". Sente che per usare la bici come mezzo di trasporto quotidiano non deve abbracciare una subcultura di cui non capisce contenuti e linguaggio. Può farlo semplicemente per le buone ragioni che questo gruppo di ciclisti urbani gli sta dimostrando semplicemente pedalando a fianco della sua auto.
E' consapevole che la salvaguardia dell'ambiente è un tema importante, ma non se la sente di prendere posizioni pubbliche. Pensa però che andare in bici al lavoro potrebbe essere una cosa simpatica da fare e che nel farlo non sarebbe solo, in quanto questi ciclisti sembra proprio che stiano andando a lavorare. Esattamente come lui.
Il gruppo pedala compatto, ma ordinato. Non lo stanno ostacolando nel suo percorso, non bloccano incroci, non lo obbligano ad arrivare tardi in ufficio. Ma sono lì accanto, diretti all'incirca dove va lui. Uomini e donne di ogni età, tra cui il sig. Automobilista nota anche qualche bella signora che decisamente non rinuncia alla sua eleganza per il solo fatto di andare in bicicletta.
Niente insegne, niente striscioni, niente cori. E anche bici ed abbigliamento sono assolutamente normali, niente di buffo o pittoresco. Al massimo una molletta per proteggere i pantaloni o la gonna.
E quando scende dall'auto se li ritrova allegri e cordiali che gli spiegano il senso dell'iniziativa Critical Mass, di cui ignorava completamente l'esistenza, e gli offrono caffè e biscottini. Ma sì, il nostro sig. Automobilista può seriamente iniziare a pensare di lasciare l'auto in garage. Questa Massa Critica non l'ha alienato o insultato, non l'ha fatto sentire in colpa, ma gli ha detto siamo tutti sulla stessa barca e se ti va ci trovi qui ogni giorno, perchè noi in bici ci andiamo appunto ogni giorno.
Finchè un giorno guardando dalla finestra dell'ufficio l'ormai ex sig. Automobilista vedrà scene come quella del video qui sotto e allora non ci sarà più bisogno di partecipare ad una Critical Mass e resterà solo la soddisfazione di essere parte della massa di ciclisti urbani.
Marco |
5 Comments |
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Ciao Marco. Concordo con te sul fatto che Critical Mass dovrebbe coccolare gli automobilisti per invogliarli a smettere di inquinare ed imbracciare una bella bici. Di solito fa tutto il contrario. Qui a Roma quelli di Critical Mass sono tanti e bloccano il traffico, si prendono tutta la carreggiata e pedalano lentamente. Fanno cioè incazzare quelli che in auto stanno cercando di attraversare la città, avventura che ti può prendere anche più di un ora. Credo che sia un comportamento stupido perché anziché avvicinare gli automobilisti alla bici (che a Roma è comunque un'impresa) li allontanano e soprattutto li incattiviscono. Così l'automobilista vede ai ciclisti come a dei nemici e basta guardare alle statistiche per vedere quanti ne muoiono ogni anno investiti "per errore" dalle auto. Insomma, ci sarebbe veramente da pensare a cosa si vuole ottenere. E qui c'è da dire, purtroppo, che io ne conosco tanti che vanno alle sfilate di Critical Mass proprio per far rosicare gli automobilisti. No' bbuono.
Tristemente vero. E aggiungo che quelli di Critical Mass sembrano tanti, ma anche a Roma sono pochini. Come a Bologna sono nell'ordine di qualche decina per milione di abitanti. E foto e video in Rete me lo confermano. Ma questo non sarebbe un problema, se coinvolgessero invece di emarginare crescerebbero in fretta.
Ho usato la bici a Roma per circa un anno, generalmente dalla Salaria verso il centro. E spesso durante il tragitto non incrociavo nessun altro ciclista ... E' nei momenti della quotidianità che Critical Mass dovrebbe testimoniare l'intelligenza del muoversi in bici.
Tutti venerdì mi pare molto impegnativo per non dire utopistico, Marco. Magari meglio, magari per cominciare, un venerdì al mese? - mi chiedo, accompagnando la 'dimostrazione' e i biscottini con la proposta al signor Automobilista (un simpatico volantino, per esempio) di esserci anche lui il prossimo venerdì semplicemente andando al lavoro, per prova, in bicicletta: per vedere come va... E non tralascerei le scuole, di ogni ordine e grado, fra gli obiettivi. E' lì, poi, a scuola, che si impara fra l'altro anche a vivere e a comportarsi.
Sul volantino si potrebbe poi chiedere al signor Automobilista che accetta la proposta di andare al lavoro in bici il tal venerdì, di rispondere a un brevissimo questionario e di inviare i suoi dati, se crede, a un tal sito web, anche se poi decide di continuare a usare soprattutto l'automobile. Si costituirebbe in questo modo una rete di persone che, per lo meno, sono sensibili e interessate al tema...
Ciao Michele,
la mia proposta dovrebbe far nascere la massa critica aggregando quei ciclisti urbani che già vanno al lavoro in bici su quei tratti stradali, compattandoli nello spazio e nel tempo per renderli piu' visibili. E quindi la partecipare al Critical Mass e' solo una piccola deviazione (di percorso e orario) da quello che normalmente questi ciclisti fanno tutti i giorni. Con l'aggiunta appunto di caffè, volantini e qualunque altra cosa si reputi utile ad aprire un dialogo.
Ma tutte le settimane! Altrimenti rimane una manifestazione e non un esempio che chiama all'imitazione.
Ciao Marco, dovresti venire a Ravenna, qui è pieno di biciclette!!!!!!
Ma mi rendo conto che le distanze sono più corte rispetto alle grandi città e in più qui siamo proprio in pianura
quindi andare in bicicletta è davvero facilissimo.
Ho notato ultimamente anche il ricorso alla bicicletta elettrica o come si dice la bicicletta a pedelata assistita.