Se stai pensando di acquistare una bici per portare i bambini a scuola o un triciclo per fare la spesa con comodità e sicurezza, allora sei capitato nel posto giusto! CicloUrbano ti aiuterà ad individuare il prodotto più adatto alle tue esigenze.
Per queste e per qualunque altra esigenza che riguardi cicli e tricicli intesi come mezzi di trasporto o lavoro contatta CicloUrbano, saremo felici di aiutarti.
L'esigenza di trasportare oggetti ingombranti su una bicicletta può essere soddisfatta con ingegno e, se si dispone anche di una ottima manualità, i risultati sono sicuramente interessanti.
Alex Wetemore ha realizzato questa cargobike partendo da una mountain Trek.
Per chi volesse seguire tutte le fasi del progetto e della sua costruzione ordino qui sotto i vari post che mostrano come questa cargo sia stata realizzata:
Gli spostamenti urbani occupano buona parte del nostro tempo: il tragitto casa-ufficio, per chi non ha la fortuna di avere il lavoro vicino a casa, spesso si trasforma in incubo.
Per capire quale sia il mezzo più veloce per attraversare una città ci viene in aiuto il programma Top Gear, vera e propria trasmissione di culto per chi subisce il fascino dei motori e della velocità, che ha organizzato questa gara tra i conduttori.
Si parte da Kew Bridge per arrivare al City Airport: chi, o meglio, quale mezzo di trasporto sarà il vincitore della sfida? Il risultato non è poi così sorprendente.
Un amico mi segnala questo prodigio del fai-da-te. Perché accontentarsi di un anonimo cassone quando oltre ad essere il felice possessore di una fantastica Bullitt MilkPlus si è anche un fine ebanista? Ed ecco allora che nasce una deliziosa barchetta in legno con cui portare a spasso il pupo, bello comodo nel "pozzetto" della bici. Molto utile anche il piccolo vano portaggetti "sotto coperta" in cui lasciare qualche acquisto.
Guardate questo video e avvilitevi pensando a quante poche speranze abbiamo di poter replicare cose del genere in Italia. Si parla di una prova obbligatoria per tutti i dodicenni olandesi: l'esame di bicicletta, scritto e pratica. Esiste dal 1935 ed è una cosa terribilmente seria.
Oltre alla prova scritta, gli studenti devono pedalare su un percorso di 6 Km appositamente studiato per poter incontrare tutte le tipologie di traffico: aree residenziali, strade di scorrimento, piste ciclabili e persino cantieri. Hanno addirittura la sfrontatezza di includere un tratto di strada a senso unico da percorrere contromano! Sul percorso sono distribuiti gli ispettori e professori che verificano la corretta condotta di ogni singolo studente.
L'educazione stradale in Olanda comincia all'asilo e prosegue sino al termine delle scuole medie. A cominciare dagli anni '60 molte municipalità si sono spinte sino a realizzare dei "traffic garden" in cui i bambini possono sperimentare quanto imparato in aula. Si tratta di aree in cui vengono riprodotte in miniatura tutte le situazioni che un bambino può incontrare in strada: incroci, semafori, rotonde, piste ciclabili, ...
Il risultato di tutto questo impegno e di questi investimenti nell'educare bambini e ragazzi ad avere comportamenti più corretti e sani produce come risultato parcheggi di liceo come questo qui sotto. Uno scenario po' diverso dall'affollamento di mamme in SUV e adolescenti in minicar davanti alle nostre scuole superiori.
E' tempo di dichiarazione dei redditi e Ciclourbano non può non segnalare la possibilità di devolvere il 5 per mille alla FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta che continua con impegno ad adoperarsi per promuovere la mobilità ciclabile in Italia. Donate numerosi! E magari il prossimo anno potranno permettersi anche uno spot più efficace e gradevole di quello che vedete qui sotto ...
I ragazzi di Esterni proseguono la bella iniziativa del Public Design Festival e quest'anno dedicano particolare attenzione alla bici. Lo fanno organizzando una pedalata collettiva nel Parco delle Risaie e alcune dimostrazioni dedicate al bike-polo ed alla bici a scatto fisso. Appuntamento il 20 marzo a Milano in via Vigevano.
Per il prossimo anno si sono impegnati (grazie Roberto!) a dedicare maggiore attenzione alla bici come mezzo di trasporto di persone e merci. Non è che possiamo pensare di mettere su una bici-fissa la signora che va a far la spesa o il nonno che porta i bimbi a scuola, no? Quindi aspettiamo di vedere una bella gara ciclistica organizzata nelle seguenti categorie: trasporto di cassa d'acqua da 12 bottiglie, trasporto di morosa/o, trasporto del cane. Una dimostrazione pubblica ed allegra di come sia facile lasciare l'auto in garage e compiere gesti quotidiani divertendosi e risparmiando tempo e denaro.
Pare che in Olanda esista una minoranza di ciclisti a cui non piacciano le onnipresenti "bakfiets", ovvero le tipiche bici a due o tre ruote con il "cassone". Troppo lente, pesanti e ingombranti per il velocissimo traffico delle piste ciclabili olandesi. Che dire? Solo che sarebbe bellissimo avere anche da queste parti problemi analoghi ...
Il video qui sotto mostra pedoni, bici, scooter, auto e autobus attraversare da varie direzioni un incrocio piuttosto trafficato. La particolarità è che non c'è nessuna forma di segregazione delle varie modalità di trasporto. Tutti condividono la stessa sede stradale, niente corsie ciclabili e anche la distinzione tra strada e marciapiede è piuttosto vaga. (segnalato da David Hembrow)
Colpisce in particolare l'assenza di segnaletica sia orizzontale che verticale ed il fatto che bici e pedoni utilizzino con grande libertà l'intera sede stradale percorrendo spesso traiettorie che potremmo definire ardite.
Si tratta di una applicazione delle teorie di Hans Monderman, urbanista olandese, che introdusse il concetto di shared space, ovvero di una viabilità caratterizzata dall'assenza di segnaletica e canalizzazioni. Questa situazione dovrebbe incentivare l'interazione e la mediazione tra i vari utenti della strada che concordano al volo precedenze e percorsi. E come conseguenza si dovrebbe ottenere una riduzione dell'incidentalità.
Ma funziona? Perchè i cosiddetti "utenti deboli" della strada, ovvero pedoni e bici, possono affrontare questo incrocio senza rischiare la pelle? La risposta è nel video ed è molto semplice: perchè gli utenti deboli rappresentano la maggioranza del traffico.
Esperimenti di "spazi condivisi" in zone con percentuali di traffico motorizzato superiore non sempre hanno avuto risultati positivi. E questo non fa altro che confermare che il fattore più importante per la sicurezza del ciclista urbano è la presenza massiccia di altri ciclisti urbani al suo fianco. Non l'uso del casco o l'incremento delle piste ciclabii.
Quindi temo che in Italia saremo costretti ad aspettare prima di poter abbracciare le teorie di Monderman ...
Sono incappato per caso in questo video che esprime quello che penso io sull'utilizzo della bici in città. Spesso si cerca di convincere la gente ad utilizzare le bici con delle motivazioni "alte": perchè inquina meno, è meglio per il futuro del mondo, o cose di questo genere, verissime per carità, ma il vero motivo per usare la bici è perchè è divertente.
Posso solo aggiungere che se è divertente andare in bici da soli, lo è ancor di più quando si è in compagnia!
Mentre qua da noi riaffiorano periodicamente le accuse ai ciclisti urbani di costituire un pericolo per la circolazione e si alzano cori indignati di coloro che vogliono i ciclisti multati e decurtati di punti, in Olanda fanno partire una campagna Guida con il cuore [Rij met je hart] che parla direttamente agli automobilisti sottolineando la loro grande responsabilità nel traffico.
Questo quello che dice la voce narrante:
"Le auto di oggi sono zeppe di dispositivi per proteggere l'incolumità del guidatore. Cinture, airbags, ABS, controllo di stabilità, ... Ma c'è solo un dispositivo all'interno dell'auto che si preoccupa della sicurezza degli altri utenti della strada. Quel dispositivo sei tu. Guida con il cuore."
Da notare che il guidatore si ferma per consentire alla mamma in bici una manovra non propriamente corretta, ovvero una svolta a sinistra partendo dal lato destro della carreggiata. Non è casuale, è per rimarcare il fatto che l'auto è il vero elefante nel negozio di cristalli e per questo viene richiesto maggiore senso di responsabilità. Non penso che vedremo presto campagne del genere in Italia ...